Da anni metto in guardia sul rischio di trascorrere troppo tempo davanti agli schermi digitali. Non si tratta solo di una questione di abitudini moderne, ma di un vero limite imposto alla mente: gli schermi sono spazi ristretti, mentre la nostra visione naturale è ampia, dinamica, tridimensionale.
Quando la mente è costretta a muoversi in un perimetro ridotto, come quello di un display, perde la possibilità di spaziare, esplorare e costruire connessioni più ricche. Una visione ampia, invece, sostiene un pensiero più libero e creativo.
La ricerca scientifica conferma i rischi per i più piccoli
Oggi, a queste considerazioni si aggiungono dati ancora più preoccupanti: gli effetti negativi dell’esposizione precoce agli schermi sul cervello dei bambini.
Diversi studi pubblicati su Jama Pediatrics mostrano che l’uso di smartphone e televisori nella primissima infanzia riduce significativamente le capacità cognitive e provoca disturbi legati a:
- linguaggio;
- attenzione (incluso rischio di ADHD);
- gestione delle emozioni;
- quoziente intellettivo;
- abilità relazionali;
- capacità motorie.
L’Università della Pennsylvania ha inoltre rilevato anomalie nella capacità di integrare le informazioni provenienti dai cinque sensi, mentre uno studio condotto a Singapore ha evidenziato alterazioni funzionali nella corteccia frontale, una delle aree più importanti del cervello.
Perché gli schermi fanno così male?
Guardare uno schermo può sembrare un gesto neutrale, ma non lo è affatto. Le conseguenze principali sono due:
- Meno relazioni reali: il tempo passato davanti ai device sottrae spazio alle interazioni con adulti e coetanei, fondamentali per lo sviluppo emotivo e sociale.
- Esperienze non trasferibili: ciò che accade su uno schermo 2D non diventa esperienza reale. Il cervello del bambino non può usarlo per crescere, esplorare, imparare davvero.
E più tempo si passa davanti ai device, più il danno aumenta.
I limiti consigliati dai pediatri
Per proteggere lo sviluppo cerebrale, l’associazione dei pediatri suggerisce:
- 0 minuti sotto i 24 mesi;
- max 1 ora al giorno fino ai 5 anni;
- max 2 ore al giorno fino agli 8 anni.
La vera crescita avviene nel mondo reale
Saltare, giocare, disegnare, parlare, esplorare, stare con gli altri: sono queste le esperienze che costruiscono un cervello sano. E, a mio avviso, questo vale per tutte le età.
Abbiamo bisogno di vivere nel mondo vero, anche quando è più complicato. Il prezzo da pagare per chi si rifugia nei mondi virtuali è semplicemente troppo alto.
Prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari - neuropsicologo, presidente di Assomensana, docente all'Università di Milano