All’inizio di un nuovo corso di Ginnastica Mentale®, come primo esercizio, abbiamo chiesto ai partecipanti cosa vorrebbero aver migliorato al termine del percorso. Tra le varie risposte è emerso il desiderio di migliorare la memoria prospettica.
Cosa rende speciale questa memoria?
Per chi non frequenta i nostri corsi, il termine può sembrare tecnico. In realtà, la memoria prospettica è sorprendente: è l’unica memoria rivolta al futuro. Tutte le altre — ricordare un nome, un volto, un numero, un odore — custodiscono informazioni del passato.
La memoria prospettica, invece, deve ricordare qualcosa che non è ancora accaduto. Sembra un ossimoro, eppure è proprio così.
Esempi concreti
Ricordarsi di chiamare una persona, pagare una bolletta, spegnere il forno, comprare qualcosa, prendere una medicina: sono tutti atti futuri che la nostra mente deve tenere “in sospeso” fino al momento giusto.
Come funziona la memoria prospettica?
Tutto parte da un proposito: ad esempio, “telefonare a un’amica alle 18”. Siamo abituati a scrivere impegni su agende, calendari o post‑it, ma esiste un’area cerebrale dedicata proprio a questa memoria. E mantenerla attiva è fondamentale.
Perché è così importante?
Questa memoria non serve solo a evitare di bruciare la cena o dimenticare una telefonata. È molto di più: è ciò che ci permette di organizzare e pianificare il futuro, mettendo ordine nelle ore, nei giorni e persino negli anni che verranno.
È strettamente collegata alle funzioni esecutive, competenze chiave per una mente efficiente e ben organizzata.
Come allenare la memoria prospettica
Tre esercizi semplici, immediati e potentissimi:
- Prima di consultare l’agenda scritta, interroga la tua agenda mentale. Cosa ricordi senza guardare? Solo dopo verifica.
- Quando devi fare qualcosa più tardi, imposta un timer… e sfidati a spegnerlo prima che suoni.
- Scegli orari precisi (10:00, 13:00, 17:00, 20:00) in cui dirti una parola positiva. Segna ogni successo. Ogni 10, premiati.
Ti ricorderai di farlo?
Allenare la memoria prospettica significa allenare la capacità di progettare, anticipare, costruire il proprio futuro. È un gesto semplice, ma cambia il modo in cui viviamo le nostre giornate.
Prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari - neuropsicologo, presidente di Assomensana, docente all'Università di Milano