Il piacevole ricordo di aver dormito un’ora in più a fine ottobre è ormai lontano. Ora è il turno dell’ora legale, introdotta nel 1965 con la legge n. 503 per motivi economici: più luce per lavorare, meno consumo energetico.
Anche se alcuni Paesi del nord Europa ne chiedono l’abolizione, per ora resta in vigore. E ogni anno, puntuale, porta con sé effetti poco piacevoli sul nostro organismo e sul nostro umore.
Il corpo non si adatta in un attimo
Il passaggio all’ora legale avviene nella notte tra il 28 e il 29 marzo. Sembra poca cosa, ma spostare le lancette di un’ora può provocare uno sfasamento che influisce su:
- qualità del sonno;
- capacità di concentrazione;
- livelli di energia;
- umore generale.
Nei soggetti più sensibili, può comparire anche ansia o lieve depressione. Il nostro ritmo circadiano — cioè l’orologio biologico che regola le funzioni fisiche e psicologiche — non si riallinea istantaneamente.
Come prepararsi al cambio d’orario
Se l’ora legale è inevitabile, possiamo almeno preparare il nostro corpo per affrontarla meglio. Ecco una strategia semplice ed efficace:
- Anticipa di 5 minuti al giorno l’orario in cui vai a dormire.
- Anticipa di 3 minuti al giorno l’orario della sveglia.
- Inizia almeno una settimana prima del cambio d’orario.
Così, quando arriverà il momento, il tuo corpo sarà già pronto e non subirai lo sbalzo che lascia intontiti per 2–3 giorni.
Un piccolo gesto per un grande equilibrio
Il nostro benessere mentale passa anche da queste piccole accortezze. Prepararsi all’ora legale significa rispettare i ritmi naturali del corpo e della mente.
Perché anche un’ora può fare la differenza.
Prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari - neuropsicologo, presidente di Assomensana, docente all'Università di Milano