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Atteggiamenti: la ricerca di significati

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Atteggiamenti: la ricerca di significati


Pubblicato il 05/10/2025

Aristotele e l'origine sociale dell'uomo

Già nel IV sec. a.C. il filosofo Aristotele, nell'opera intitolata “La Politica”, definì gli uomini “animali sociali” per sottolineare la naturale tendenza ad aggregarsi e costituirsi in società. Potremmo, dunque, annoverare la costruzione di una rete sociale tra i comportamenti umani innati, seppur complesso?

Atteggiamenti: il cuore della nostra identità

Secondo gli psicologi sociali M. A. Hogg e G. M. Vaughan la risposta potrebbe essere affermativa, chiamando in causa un importante costrutto: l'atteggiamento. Gli atteggiamenti, che corrispondono a sentimenti e valutazioni generali relativi all'esperienza, nascerebbero da modalità abbastanza stabili di organizzare credenze, emozioni e comportamenti verso persone, oggetti, eventi o simboli dotati di valenza sociale.

L'atteggiamento è un fenomeno tridimensionale, composto da una componente cognitiva (pensiero), affettiva (emozione) e comportamentale (azione), la cui interconnessione guida il nostro modo di essere. Alcuni atteggiamenti diventano stabili e si trasformano in schemi cognitivo-emotivi duraturi, definendo convinzioni che riguardano sia l'ambiente esterno sia la nostra identità.

Condizionamento e modellamento: imparare dagli altri

Questo meccanismo ha una finalità adattiva: far risparmiare energie al cervello. Le valutazioni delle esperienze vissute ci aiutano a discriminare quelle positive (da massimizzare) e quelle negative (da minimizzare), evitando di ripartire da zero ogni volta. Tali valutazioni si avvalgono del condizionamento, dove alcuni elementi dell'esperienza fungono da rinforzatori del comportamento, positivi o negativi.

Alcuni rinforzatori nascono dal confronto con gli altri e prendono il nome di “modellamento”, cioè la tendenza a riprodurre ciò che osserviamo negli altri, come se fossero modelli di riferimento.

Ginnastica Mentale®: un laboratorio di cambiamento

La Ginnastica Mentale®, nella sua dimensione di gruppo, si trasforma in un'esperienza di socializzazione capace di farci riflettere sui nostri atteggiamenti prevalenti. Ci aiuta ad accorgerci di credenze poco funzionali – come pensare di non essere in grado di svolgere un'attività – e può diventare un'esperienza correttiva, attivando pensieri, emozioni e azioni che rafforzano la nostra autoefficacia.

Dott.ssa Nicoletta Porcu - psicologa, psicoterapeuta e Brain Trainer Assomensana a Lodi e Piacenza