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Parole, parole, parole...


Parole, parole, parole...

Così intonava Mina in una delle sue famose canzoni, che farà da sottofondo a questo articolo.

Infatti, proprio alle parole dedicheremo la nostra attenzione, per capire cosa succede nella mente quando vorremmo pronunciarne una, ma quella che cerchiamo rimane sulla punta della lingua... che scocciatura!

Salvo poi, in un momento successivo, quando sembra ormai perduta, eccola lì, che salta in mente.

La neuropsicologia definisce "fluenza verbale" il processo che si attiva quando il cervello cerca e produce le parole contenute all’interno del magazzino mentale che contiene tutti i lemmi che conosciamo, il cosiddetto "magazzino lessicale".

Possiamo immaginarlo come una biblioteca in cui sono conservate le parole apprese e i rispettivi significati.
A questa biblioteca mentale è possibile accedere tramite due "chiavi" messe a disposizione dalle strutture cerebrali che regolano i processi linguistici.

La prima, utilizza le caratteristiche sonore delle parole - la cosiddetta ‘via fonemica’ – che permette, ad esempio, di recuperare tutte le parole che iniziano con una certa lettera dell’alfabeto (es. B). Quando la mente utilizza questa via di accesso, una strategia utile è definita da G.A. Iannoccari come ‘rastrello verbale’, che consiste nel passare in rassegna i vari suoni dell’alfabeto (es. BA, BE…) per richiamare alla mente differenti lemmi.

L’altra chiave, invece, utilizza i significati e per questo viene definita ‘via semantica’, che permette di recuperare tutte le parole appartenenti ad una determinata categoria (es. i colori, i frutti…). In questo caso può essere utile una strategia di tipo associativo, per cui una parola ne richiama un’altra di significato affine.

Uno degli esercizi cardine della Ginnastica Mentale® consiste proprio nello stimolare il processo di ricerca lessicale in un determinato intervallo di tempo.

Lo scopo di tale attività temporizzata è duplice.

Un primo obiettivo consiste nel rendere più efficiente il processo stesso di ricerca, per cui aumenta la possibilità di recuperare la parola adatta al momento opportuno.

Il secondo obiettivo è che, attivando un processo a tempo, la mente di per sé si velocizza e diviene più rapida nell’elaborazione delle informazioni provenienti dall’ambiente, con il risultato di mantenere più a lungo l’efficienza dei nostri neuroni.

Dott.ssa Nicoletta Porcu - psicologa, psicoterapeuta e Brain Trainer Assomensana a Lodi e Piacenza

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04/11/2022 20:46:41

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