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Alzheimer, prevenzione deficit: fino al 24 settembre check up gratuiti

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Alzheimer, prevenzione deficit: fino al 24 settembre check up gratuiti


Pubblicato il 22/09/2016

In occasione della 9ª Edizione nazionale della “Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale” (dal 19 al 24 settembre 2016) l’associazione Assomensana mette a disposizione psicologi, neurologi e geriatri per una valutazione gratuita del proprio stato cognitivo (soprattutto per chi è a rischio di Alzheimer).

È sbagliato «credere che nulla si possa fare per fronteggiare l’invecchiamento cognitivo» spiega Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente a contratto all’Università Statale di Milano e Presidente di Assomensana. Dunque prevenire in qualche modo l’Alzheimer si può.

Quanto più si riesce ad “allenare” il cervello, aumentando il numero di connessioni neurali, tanto più sarà in grado di fronteggiare eventuali danni neurali che potrebbero favorire la comparsa di malattie neurodegenerative, come appunto l’Alzheimer.

«Il cervello è un organo plastico, ovviamente subisce le lusinghe del tempo che passa, ma è in continua evoluzione. A partire dai 28/30 anni, dopo il picco dell’efficienza mentale che si ha verso i 25 anni, si iniziano a perdere neuroni, circa centomila ogni giorno. Questo significa che a 50 anni quasi un quarto del nostro potenziale è rimasto dietro di noi. Ma guardiamo al potenziale che ancora abbiamo e che può essere un patrimonio da investire per “vivere di rendita” con il passare degli anni».

Per fare la valutazione basta cercare sul sito di Assomensana l’esperto più vicino: il test è individuale, della durata complessiva di circa 45 minuti. Al termine dei test lo specialista può dare informazioni personalizzate sul funzionamento delle attività cognitive (memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio e così via) e fornire suggerimenti su come mantenere in forma le abilità cognitive.

Va sottolineato che, nonostante non vi sia ancora una cura per l’Alzheimer, l’allenamento attraverso attività fisiche, intellettuali, musicali e ludiche delle funzionalità cerebrali di pazienti anziani a rischio di sviluppare demenza può risultare efficace nel contrastare i deficit cognitivi.

L’Alzheimer è una demenza progressiva che impoverisce cognitivamente chi ne è colpito, privandolo anche della memoria di sé. Ne sono affetti più di 40 milioni di persone nel mondo. La sua prevalenza cresce con l’età. E l’Italia è particolarmente interessata da questa patologia, avendo una delle popolazioni più vecchie al mondo.