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I ricordi della gioventù


I ricordi della gioventù

Ricordo perfettamente fatti di quando ero giovane e dimentico cosa ho mangiato ieri”. “Il primo amore non si scorda mai!” “Ah. le canzoni di una volta, quelle si che erano speciali!” Quante volte abbiamo detto o sentito queste affermazioni?

Ebbene, una ricerca condotta dal Montreal Neurological Istitute (Canada) ha trovato le ragioni che spiegano queste convinzioni.

Sappiamo che la corteccia frontale, responsabile tra l’altro anche del ragionamento critico e dell’inibizione, si sviluppa tra i 12 e i 20 anni. Nel frattempo, i centri sottocorticali dedicati ad elaborare le sensazioni e il piacere sono in pieno sviluppo.

Questa crescita non sincronizzata tra “ragione e sentimento”, spiega il neuropsicologo Giuseppe Alfredo Iannoccari – presidente di Assomensana - permette a tutto ciò che facciamo durante l’adolescenza di non venire completamente filtrato dal raziocinio, e pertanto le esperienze che viviamo si imprimono nella memoria “allo stato puro”. Mentre negli anni a venire si diventa più critici e si vede il mondo con gli occhi della ragione, attenuandone i connotati emotivi e togliendo un po’ di coloritura emotiva ai nuovi ricordi.

Ne consegue che le memorie della gioventù restano più vivide e assumono una connotazione emozionale che dura per tutta la vita.

Ecco perché risentire le canzoni della gioventù ci dona quel pizzico di piacere, e anche di nostalgia, dei bei tempi passati. 


20/06/2016 08:58:22

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