Questo sito può far uso di widget di terze parti che utilizzano i cookies.
Per maggiori informazioni leggi la nostra cookie policy
Ma sei proprio tu?


Ma sei proprio tu?

Sarà capitato anche a te di passeggiare in un luogo affollato, senza fare troppo caso alle altre persone che passano accanto camminando.

Finché, ad un tratto, tra la folla ti sembra di scorgere il viso di un amico: in pochi secondi l’insieme delle caratteristiche fisiche di quel volto suscita un senso di familiarità.

È così che riconosciamo il nostro amico, recuperiamo dalla memoria semantica le caratteristiche a lui attribuite (es. come si chiama, cosa gli piace, dove vive...) e riusciamo a percepire se sul suo volto si dipinga una particolare emozione (es. se sia felice di vederci!).

Tutte queste operazioni avvengono in pochissimi secondi, tanto che a noi sembrano verificarsi in modo automatico.

Questi processi di elaborazione e riconoscimento dei volti si sviluppano molto precocemente: fin da neonati, infatti, mostriamo la capacità di distinguere un volto umano da qualsiasi altro tipo di oggetto o forma.

Il volto, infatti, rappresenta uno stimolo di importanza cruciale dal punto di vista sociale ed emotivo perché ci permette di riconoscere le intenzioni altrui e di comprendere, grazie all’espressione facciale, se l’altro rappresenti una fonte di protezione e sostegno oppure no.

Proprio perché il volto rappresenta uno stimolo di importanza cruciale nello sviluppo delle nostre competenze percettive, emotive e sociali, diversi ricercatori ne hanno studiato i correlati anatomici, vale a dire quali aree del nostro cervello si attivano maggiormente quando vediamo un volto umano.

È stato così possibile individuare una vasta rete di neuroni, alcuni dei quali rispondono alle caratteristiche fisiche del volto (es. neuroni del giro occipitale inferiore e fusiforme), altri intervengono nell’elaborazione emotiva, alla base del senso di familiarità (es. amigdala e insula).

Stimolando le capacità percettive, l’attenzione e la consapevolezza della reazione emotiva che un determinato volto ci suscita è possibile potenziare il recupero delle informazioni collegate ad esso.

Con il passare degli anni si tende a percepire una maggiore difficoltà nel riconoscere i volti delle persone appena conosciute e le informazioni ad esse relative.

Attraverso i corsi di Ginnastica Mentale® Assomensana è possibile potenziare i processi sottostanti all’elaborazione percettiva ed emotiva dei volti e la relativa associazione ai nomi, in modo da allenare strategie che ne rendano efficiente la memorizzazione.

Dott.ssa Nicoletta Porcu - psicologa, psicoterapeuta e Brain Trainer Assomensana a Lodi e Piacenza


Argomenti che potrebbero interessare:


02/06/2023 10:52:14

PATROCINI & SPONSOR